Alcune altre note per far meglio comprendere la vita nel medioevo che l’Alfeimur cerca di riprodurre.

Servitù e schiavitù

Sono anni bui per le libertà personali: sia la schiavitù che la servitù della gleba sono legali.
La schiavitù trasforma un essere senziente in una mera proprietà, e viene utilizzata soprattutto per raccogliere manodopera a basso costo per le miniere e altri incarichi potenzialmente letali (come la bonifica dei territori paludosi).
La servitù della gleba vede invece il contadino vincolato alla terra, dalla quale non si può allontanare. È spesso vista con favore dai villici ignoranti, dato che sancisce un obbligo reciproco tra signore e servo.
Il signore garantisce ai servi della gleba tutela giuridica e militare. In cambio il servo della gleba versa al signore diversi tributi, in denaro, beni o servizi. Certo, il servo della gleba non deve allontanarsi dal proprio terreno o cessare di lavorarlo, ma neppure il signore può allontanarlo legalmente da esso.

Vivere e morire

Il concetto di aspettativa media di vita è assurdo. Gente della stessa stirpe può vivere fino a un massimo di cent’anni se appartenente alla nobiltà o al clero, o fino a un massimo di quarant’anni se appartenente al popolino.
La morte è una compagna costante della vita, ed è considerata inevitabile. Solo alcuni antichi eroi si narra abbiano potuto trarre giovamento da un miracolo divino e tornare in vita dalla morte. La Morte, ultima divinità dei tempi antichi, si assicura che nessuno possa sfuggire al suo dominio, e sfronda negromanti e non morti grazie ai suoi implacabili servitori.
Orribili storie vengono infine narrate su creature orridamente invecchiate da magie oscure, e condannate a morire prima del tempo.

Spero che queste informazioni siano utili per chi giocherà L’Ultima Crociata Capitolo 2 – Schiavi e Cavalieri.