<<Hai notato segni di combattimento?>> chiese Malice.

<<Conoscete Senza Volto?>> chiese Drizzt.

<<E’ un Maestro dell’Accademia>>, rispose Dinin, <<di Sorcere. Abbiamo avuto spesso a che fare con lui.>>

<<Ci é stato utile in passato>>, disse Malice, <<ma niente di più, credo. E’ un Hun’ett, Gelroos Hun’ett.>>

<<No>> rispose Drizzt. <<Un tempo può esserlo stato, ma si chiama Alton De Vir… si chiamava.>>

<<Il collegamento!>> ringhiò Dinin, comprendendo tutto di colpo. <<Gelroos doveva uccidere Alton la notte della caduta di Casa De Vir.>>

<<Sembrerebbe che Alton De Vir si sia rivelato il più forte>> rifletté Malice, e tutto le divenne chiaro. <<Matrona SiNafay Hun’ett lo ha raccolto nella propria casa, l’ha usato a proprio vantaggio>> spiegò alla famiglia. Guardò nuovamente Drizzt. <<Hai combattuto contro di lui?>>

<<E’ morto>> rispose Drizzt.

Matrona Malice rise forte, entusiasta.

<<Un mago in meno di cui preoccuparci>> notò Briza, rimettendo la frusta alla cintura.

<<Due>> la corresse Drizzt, ma non c’era alcun segno di vanteria nella sua voce. Non era orgoglioso delle proprie azioni. <<Masoj Hun’ett non esiste più.>>

<<Figlio mio!>> esclamò Matrona Malice. <<Ci hai portato un grande vantaggio in questa guerra!>> Si volse a guardare tutta la famiglia, trasmettendo loro, tranne a Drizzt, la propria esaltazione. <<Ormai é possibile che Casa Hun’ett decida di non attaccarci, conoscendo il proprio svantaggio. Non li lasceremo sfuggire! Li distruggeremo oggi e diventeremo l’Ottava Casa di Menzoberranzan! Che siano maledetti i nemici di Daermon N’ashezbaernon!>>

<<Dobbiamo muoverci immediatamente, famiglia mia>> arguì Malice, strofinandosi le mani per l’eccitazione. <<Non possiamo aspettarci un attacco. Dobbiamo prendere l’offensiva! Ora Alton De Vir é morto; il legame che giustifica questa guerra non esiste più.

Sicuramente il consiglio dominante era a conoscenza delle intenzioni degli Hun’ett, e con entrambi i suoi maghi morti e l’elemento sorpresa perduto, Matrona SiNafay si muoverà rapidamente per fermare la battaglia.>>

La mano di Drizzt scivolò inconsciamente alla borsa di Zak mentre gli altri si univano a Malice nelle sue macchinazioni.

<<Dov’é Zak?>> chiese nuovamente Drizzt, al di sopra delle loro voci.

Il silenzio scese con la stessa rapidità con cui era iniziato il tumulto.

<<Non sono cose che ti riguardano, figlio mio>> gli disse Malice, continuando a mantenere il proprio tatto nonostante l’impudenza di Drizzt. <<Tu sei il maestro d’armi di Casa Do’Urden ora. Lloth ha perdonato la tua insolenza; non hai alcun crimine che pesi contro di te. La tua carriera può iniziare daccapo, per raggiungere livelli gloriosi!>>

Le parole di lei colpirono Drizzt, stroncandolo con la stessa precisione con cui avrebbe potuto farlo la sua scimitarra. <<L’avete ucciso>> sussurrò a voce alta, la verità troppo orrenda per poter essere contenuta in un pensiero silenzioso.

Il volto della matrona brillò all’improvviso, incandescente di rabbia. <<Tu l’hai ucciso!>> replicò con violenza contro Drizzt. <<La tua insolenza ha fatto sì che dovessimo offrire un risarcimento alla Regina Ragno!>>

Drizzt sentì che la lingua gli restava impigliata dietro i denti.

<<Ma tu vivi>>, proseguì Malice, rilassandosi nuovamente nel proprio trono, <<come vive la bambina degli elfi.>>