Gioco da quasi vent’anni con le stesse persone… e da quasi vent’anni giochiamo a D&D. Ma la fantasy non è il mio primo amore.

Ho trascorso l’infanzia guardando Star Wars e giocando per centinaia di ore con i pupazzetti di Luke Skywalker e compagni. Ho trascorso l’adolescenza leggendo tutto Asimov, Bradbury e Heinlein. Ho trascorso gli anni da teen-ager attendendo con ansia il ritorno della fantascienza nelle sale dei cinema, andando a vedere dubbi film come Stargate e Indipendence Day.

Eppure non sono mai riuscito a far decollare una campagna di ambiente fantascientifico.

Nel 1996 feci provare ai miei giocatori il vecchio Star Wars della West End, tradotto in italiano. Pessimo regolamento, campagna morta già alla creazione dei personaggi.

Nel 1998 uscì Alternity, comprai le Fast Play Rules incorporate nel numero di Dungeon, e feci provare l’ambientazione Star*Drive (una generica space opera, molto simile a Mass Effect) al gruppo. Crash and burn, il commento fu ‘questa ce l’hai fatta fare perchè non avevi finito di preparare la campagna dove torniamo a Ravenloft, vero?’

Nel 2000 approfittai dell’attesa tra l’uscita del Manuale del Giocatore e il Manuale dei Mostri della 3a Edizione di D&D per far provare un mio set di regole (100Frontiere, un roll-under basato sui tiri percentuali) e una mia ambientazione. Campagna morta dopo 4 mesi, e della quale i giocatori non si ricordano assolutamente nulla! Come se non fosse mai stata giocata!

Nel 2008 mi ero messo in testa di fare una campagna usando il regolamento di Star Wars d20 ambientata dopo gli eventi di Vision of the Future (l’ultimo romanzo di Zahn su Thrawn) ma venne sconfitta ai voti e giocammo la campagna Ravnica invece (nessun rimpianto).

Infine tra marzo e ottobre del 2010 li ho obbligati fisicamente a provare Dark Heresy. Ottimo regolamento, grande mood, pessima ambientazione per un branco di caotici… Dopo l’avventura introduttiva scaricata e l’avventura presente sul manuale, si sono ribellati e hanno imposto il ritorno a D&D al grido di ’uccidiamo l’Inquisitore!’, ’d20! d20! D20!’ e ’possiedo 128 dadi, che senso ha usarne solo uno tutto il tempo?’.

Ieri su Amazon ho trovato in vendita a una manciata di euro l’Alternity Player Handbook, che ritengo tutt’ora uno dei migliori regolamenti della storia… e l’ho comprato. E nel frattempo ho scaricato su DriveRPG Ultramodern4, ovvero il set di regole fantascientifiche di D&D4.

Ho ancora almeno 12 mesi di campagna di D&D Essential di fronte a me (i PG sono appena al sesto livello, l’obiettivo è raggiungere il 15esimo) ma già adesso mi viene la voglia di riprovarci.

La fantascienza non deve essere così difficile da giocare… Tutto stà nel trovare la giusta combinazione tra regolamento e ambientazione.

Diciamo che il regolamento è Alternity (flessibile, con tanti dadi e indipendente da una singola ambientazione) quale sarà la giusta ambientazione? Star Wars? Starcraft? Mass Effect? La galassia di Asimov? Il 40esimo Millennio di Warhammer? La fromtiera di Firefly? Il Vorkosiverse? Una scifi non estrema, come X-Files/Fringe/Dark*Matters? O qualcosa di nuovo e generico come Star*Drive, dove i PG possono plasmare la galassia? Credo che inizieró a chiederlo ai miei giocatori….