Nel corso delle mie campagne di Dungeons&Dragons ho progressivamente affinato e perfezionato uno schema narrativo che credo funzioni molto bene: nel corso delle prime tre-quattro avventure i personaggi incontrano diversi tipi di nemici, molto vari tra loro, appartenenti ad associazioni, specie o culti diversi. Uno di questi nemici (e uno soltanto), scelto di solito in base alle reazioni emotive dei giocatori e al coinvolgimento dei PG, nel corso dell’arco narrativo che accompagnerà i personaggi dal primo livello sino alla fine naturale (o meno) delle loro avventure diventerà il nemico ricorrente.

Il nemico ricorrente non è un singolo, poderoso nemico che perseguita i personaggi, del tipo “signore del male onnipotente”, no; il nemico ricorrente è la razza o l’associazione che, col tempo, i personaggi scopriranno avere le mani in pasta ovunque; quella che si ritroveranno a cobattere nei luoghi più impensabili; quella che potranno arrivare a odiare completamente… E comprendere fin troppo bene.

È uno schema che ora ritrovo in tante serie televisive di successo, e che quindi a più di vent’anni di distanza trova una sua giustificazione!

La prima campagna, ambientata nel nord dei Forgotten Realms, lungo le sponde del Mare della Luna, ebbe come nemici ricorrenti gli Zhentarim. Come nemici erano perfetti: una vasta organizzazione composta di umani e mostri terribili (incluso il primo beholder mai incntrato dai giocatori), con diverse fazioni in lotta tra loro (basta pensare a seguaci di Bane contro seguaci di Cyric), con le quali anche i PG potevano talvolta allearsi.

La seconda campagna, diretta emanazione della prima (stessi PG, sempre nei Forgotten Realms, ma ora uniti a Spelljammer e soprattutto Ravenloft), ebbe come nemici ricorrenti i non morti, dai Signori della Morte di Bane alle Potenze Oscure di Ravenloft, sino allo scontro finale con Strahd e Neconilis-Azalin durante la Grande Congiunzione.

La terza campagna, ambientata nel sud dei Forgotten Realms, nella Vilhon Reach, ebbe come nemici ricorrenti i rettili: naga e yuan-ti erano i signori degli antichi imperi che minacciavano la Magiocrazia di Chondath (anche qua, con qualche beholder alleato), e scenfiggere questi mostri divenne la più grande aspirazione dei PG.

La quarta campagna, ambientata inizialmente nel Cormyr post-Ritorno di Shade, proseguita a Cormanthor durante l’Antica Era e la caduta del regno degli elfi, e conclusasi a Myth Drannor durante il ritorno di Alumpiter, vide come nemici i demoni e i loro naturali alleati/sfruttatori, i drow.

La quinta campagna, finalmente nell’Alfeimur, rivisitò quelli che erano i nemici tradizionale nella fantasy, che non avevo mai volito usare perchè li ritenevo banali: gli orchi. Il risultato fu la subdola invasione degli Yrch, e tutto quello che ne derivò.

La sesta campagna, ambientata a Ravnica, per la prima volta non ebbe un chiaro nemico per i personaggi: l’avversario venne rappresentato inizialmente dai Golgari, poi dal Casato Dimir, poi dai Rakdos…. Solo durante il gran finale il nemico si rivelò in tutta la sua intelligente capacità manipolativa nel Casato Azorius. Un bel trucco che si fondava in pratica sul fatto che i Giocatori conoscevano già le gilde e i vari PNG, ed erano portati a reagire esattamente come avrebbero fatto i PG. Difficilmente ripetibile.

Per la settima campagna, di nuovo nell’Alfeimur, decisi di tornare al vecchio schema, e scelsi un altro classico che non avevo sfruttato in precedenza: i giganti, come nello storico Against the Giants.

Dopo una serie di one shot di lusso (inclusa la bella For Duty and Deity) decisi di superarmi con l’ottava campagna: quale nemico non avevo ancora fatto affrontare ai miei (ormai molto esperti) giocatori? E quali elementi delle precedenti campagne avevano funzionato meglio? E poteva bastare un singolo tema per accompagnare i PG dal primo al trentesimo livello? Decisi di sfruttare l’organizzazione a tier della 4a edizione per unire tre nemici, ognuno potente e apparentemente ‘finale’, ma in realtà parte di uno schema più grande. Una sorta di matrioska del male, dove ogni nemico ne include un secondo, e un terzo, e così via. Nacque così i Fuochi di Nerath, con come primo nemico il Cerchio di Ferro (molto affine agli Zhent), seguito dai githyanki (che dominano segretamente il Cerchio), seguito dai draghi cromatici, a loro volta comandati da Tiamat in persona!

A ottobre partirà la nuova campagna, e questa volta il nemico ricorrente sarà scelto tra…. Ah, già. Niente spoiler. Lo scoprirete leggendo il playtest de La Sfida dell’Oscuro.