Dungeons & Dragons è un gioco affascinante, parte integrante della cultura pop degli ultimi cinquant’anni. E’ stato il primo gioco di ruolo della storia, e con le sue diverse varianti è ancora il più diffuso e giocato.
Negli Stati Uniti e nei paesi anglosassoni D&D ha un livello di diffusione molto superiore rispetto all’Italia, tanto da essere citato in libri, fumetti e serie televisive: è considerato un gioco per adulti, tanto che in ogni università americana c’è un gruppo ufficiale di gioco, ma si può cominciare a giocare sin da ragazzi.
Per molti anni è stato sommariamente definito come un gioco per immaturi, ma il fatto che grandi celebrità dello spettacolo come Vin Diesel, Matt Demon, Ewan McGregor e Ben Affleck ci abbiano giocato, ci giochino ancora e abbiano raccontato pubblicamente le prodezze dei loro personaggi l’ha reso più che accettabile socialmente.
Certo non è un gioco col quale conquistare le ragazze (anche se Vin Diesel ha fatto giocare Daryl Hannah), ma giocarci non le allontana come può farlo invece il non farsi regolarmente la doccia. E negli ultimi anni, grazie anche alla diffusione delle partite professionali in streaming (a partire da quelle di Critical Role), la presenza femminile intorno ai tavoli da gioco è cresciuta moltissimo.
Rispetto a tutti gli altri giochi da tavolo non è però un gioco semplice, dato che ha una serie di caratteristiche che lo rendono unico e possibilmente ostico:
D&D non è un gioco competitivo
I giocatori non possono vincere o perdere. Un po’ come accade ne Il Signore degli Anelli i giocatori fanno parte di una stessa compagnia, e superano insieme le difficoltà dell’avventura. I personaggi dei singoli giocatori possono morire o lasciare il gruppo per vari motivi, ma esiste sempre la possibilità di resuscitare o creare un nuovo personaggio e proseguire così l’avventura.
D&D richiede da un minimo di due (in casi eccezionali) a un massimo di sei partecipanti
Trovare quattro amici che vogliono cominciare a giocare può non essere facile: i membri del mio gruppo si sono trovati nel corso degli anni, partendo da un nucleo della stessa compagnia accomunato dall’amore per la lettura (non ho mai incontrato un giocatore di ruolo che non leggesse tanto, soprattutto letteratura di genere come fantasy, fantascienza e gialli, di cui potete trovare qua un elenco sintetico), la voglia di divertirsi insieme e la possibilità/necessità di impegnare una sera alla settimana ‘perché tanto i locali sono tutti chiusi’ (il lunedì sera).
D&D ha bisogno di continuità
I giocatori per apprezzare il gioco al meglio devono costruire un personaggio e viverne le avventure nell’arco di mesi o anche anni. Alcune famose campagne (così vengono definite le serie di avventure che, come in una stagione di una serie televisiva, condividono l’ambientazione, i personaggi e la trama generale) sono ancora in corso dopo trent’anni. Assicurarsi la continuità di quattro persone per mesi e anni è molto complicato: spesso i giocatori di D&D di uno stesso gruppo o sono grandi amici anche fuori dal gioco o sono membri di una associazione dedicata al gioco. Per assicurarsi la continuità è inoltre necessario avere un luogo “sicuro” dove poter giocare: tra i requisiti del luogo vi sono un tavolo, un numero di sedie adeguate al numero di giocatori, un buon riscaldamento, un bagno vicino, un frigo vicino, un luogo chiuso dove lasciare manuali, dadi, miniature, lavagna e pennarelli, e la certezza di non venire disturbati dal mondo circostante (questo esclude la presenza di spettatori: inibiscono, distraggono e rendono comunque il gioco meno fluido).
Per giocare a D&D uno dei giocatori deve assumere il ruolo di Dungeon Master
Il Master è il narratore e l’arbitro del gioco. Il DM non partecipa alle avventure dei compagni, ma crea il mondo, scrive la trama della storia, la popola di trappole e nemici, e la interpreta al meglio in modo da divertirsi e far divertire i compagni. Per alcuni (per me, per esempio) fare il DM è la cosa più divertente al mondo, per altri può essere un incubo. Il DM deve mettere in conto che dedicherà almeno due ore a preparare l’avventura di D&D prima di ogni sessione fatta con gli amici (questo tempo può crescere o diminuire in base alla passione che il DM mette nello scrivere storie e descrivere il mondo piuttosto che usare un mondo già realizzato e storie già pronte, e dell’esperienza che il DM si fa nel corso degli anni). Di solito quello che introduce il gioco ai compagni diventa il DM del gruppo.
D&D richiede una certa dote di teatralità
O almeno una dimestichezza tale tra i giocatori da rendere possibile l’interpretazione del personaggio senza imbarazzo. Per il DM, che può trovarsi a interpretare troll, tagliagole, mendicanti e signori dei demoni, questo vale più che per gli altri.
D&D richiede un pò di attrezzatura
Servono dadi particolari, una lavagna bianca (di quelle da usare con i pennarelli cancellabili) o della carta quadrettata, miniature e svariati segnalini per rappresentare i nemici. Lavagna, miniature e segnalini possono non essere obbligatori, ma io e il mio gruppo li usiamo da vent’anni e li riteniamo fondamentali. I dadi si trovano in molte fumetterie e nei negozi di giochi. La serie completa include un dado a 20 facce (d20), un dado a 12 facce (d12), due dadi a 10 facce (d10, tirati insieme possono servire per tirare una percentuale, ovvero un d100), un dado a 8 facce (d8), un dado a 6 facce (d6) e un dado a 4 facce (d4). Alcuni giocatori sono fanaticamente affezionati ai loro dadi, usano solo quelli e non li fanno toccare ad altri!
D&D ha un regolamento ben preciso
Il regolamento non è complesso ma neppure semplicissimo, e tutti i giocatori devono arrivare a conoscerlo per poter giocare al meglio. Il DM deve leggere più manuali degli altri giocatori, ma soprattutto deve sapere dove trovare le informazioni necessarie al momento giusto.
La più recente edizione di Dungeons & Dragons è D&D 5a Edizione.
In inglese è disponibile un aggiornamento chiamato D&D 2024, che celebra i 50 anni dall’uscita di D&D con una revisione significativa delle regole: questo regolamento rivisto in italiano uscirà a partire da marzo del 2025.
Di Dungeons & Dragons 5a Edizione esiste una versione base, scaricabile gratuitamente da internet (e sufficiente per iniziare a giocare ad Alfeimur Quinta Edizione) o una versione estesa stampata in volumi cartonati.
- Nel caso si voglia usare la versione base l’ultima versione è D&D Basic Rules 2018, un PDF di 180 pagine che raccoglie le regole sia per i giocatori che per i Master
- Nel caso si voglia usare la versione estesa i giocatori devono leggersi il Player’s Handbook, il Master anche la Dungeon Master’s Guide e il Monster Manual.
- Della versione estesa esiste una versione in italiano composta da Manuale del Giocatore, Guida del Dungeon Master, Manuale dei Mostri.
- Per l’edizione 2024 le regole della versione base sono invece disponibili solo sul sito di DnDBeyond
- Per provare il gioco, magari insieme a L’Idolo della Donna Serpente, è possibile usare il Set Introduttivo, che per una ventina di euro introduce i neofiti a D&D, include dadi, mappe e personaggi pregenerati.
L’investimento economico per giocare a D&D varia tra zero (nel caso si scelga di giocare la versione base e un dice roller digitale) a 120 euro (nel caso si comprino i manuali stampati e una dozzina di dadi).
D&D necessita di un’ambientazione
Il regolamento di Dungeons & Dragons non include la descrizione di un mondo specifico, bensì di un multiverso. Centinaia di mondi condividono lo stesso regolamento, con modifiche alle regole più o meno ampie.
L’ambientazione standard di D&D è i Forgotten Realms, high fantasy, ovvero un mondo dove qualsiasi cosa sia scritta nei manuali è disponibile senza alterazioni, dove monaci orientali e paladini in armatura scintillante cavalcano draghi e combattono negromanti.
Nell’edizione 2024 l’ambientazione base cambia e diventa Greyhawk, per festeggiare i 50anni di D&D, anche se il mondo è più ‘tradizionale’ e alcune razze dei manuali cozzano con la sua storia.
L’Alfeimur è un’ambientazione dark sword and sorcery, dove avventurieri che padroneggiano acciaio e sottigliezza si trovano di fronte creature ostili che controllano la maggior parte del mondo, gli Dei sono morti e la magia è poca e pericolosa.
Esistono altre ambientazioni strafamose come Ravenloft (il semipiano dell’orrore, con tanti domini governati da signori del male come mummie e vampiri), Eberron (un mondo tecnofantasy, con navi volanti, forgiati, artificieri e ferrovie elettriche), Ravnica (un mondo nato con Magic: The Gathering, steampunk), Spelljammer (dove si può viaggiare su navi spaziali mosse dalla magia tra i diversi pianeti) o Planescape (dove i giocatori si avventurano tra i piani d’esistenza, lontani dai normali mondi planetari).
Se si trova il giusto gruppo con cui iniziare a giocare, ecco un articolo che fornisce qualche consiglio per le prime serate.
Articolo originariamente pubblicato il 24 Gen 2013 alle 17:32