//Dragonlance, la nostra recensione de I Draghi dell’Inganno

Dragonlance, la nostra recensione de I Draghi dell’Inganno

L’uscita di un nuovo romanzo di Dragonlance scritto da Weiss e Hickman è stato l’evento fantasy letterario del 2022.

La nuova opera letteraria del duo, annunciata nel 2020, è arrivata nelle librerie dopo una breve causa legale tra gli autori e la casa editrice Wizards of the Coast.

Il romanzo, il primo di una nuova trilogia, in seguito alla diatriba è uscito sia col logo di Dungeons & Dragons che con quello Classic Dragonlance, un chiaro richiamo all’epoca d’oro delle due trilogie degli anni 80 di Weis e Hickman.

Questo aspetto è più significativo di quanto potrebbe sembrare a molti, come vedremo dopo un

AVVISO SPOILER
Questa recensione contiene informazioni sul contenuto di tutti i libri della saga di Dragonlance, da Le Cronache fino a Draghi dell’Inganno. Se non avete ancora letto i libri, fatelo.

I Draghi dell’Inganno vuole essere un classico romanzo di Dragonlance, oltre che un romanzo di Dragonlance classica.

Segue la struttura a sezioni (“libri”) de Le Cronache di Dragonlance, con ampi salti temporali tra un libro e un altro, e adotta il medesimo linguaggio semplice e diretto della prima trilogia.

Mentre le Cronache seguivano però le avventure di un gruppo di personaggi, I Draghi dell’Inganno segue solo le vicissitudini di Destina, la giovane figlia di un nobile Cavaliere Solamnico e di una chierica di Chislev originaria dell’Ergoth.

Sulla carta Destina è un personaggio fantastico: erede di tradizioni cavalleresche e di conoscenze della natura viste con sospetto dai civili solamnici, buona combattente – salva il castello di famiglia da un’incursione dell’esercito dei draghi durante la Guerra delle Lance, in una delle scene migliori del libro -, amante della conoscenza e avida lettrice, diffidente della magia quale che ne sia l’origine…

Peccato che sia un’idiota. Sul serio. Ha 3 di Saggezza. Non ci sono altre spiegazioni.

I problemi nascono quando il padre di Destina muore combattendo contro i draghi di Kitiara –  durante l’eroica battaglia di Laurana e Sturm alla Torre dell’Alto Chierico descritta nel secondo libro della prima trilogia – e la ragazza in seguito a una serie di sfortunati eventi perde le sue proprietà, la sua posizione e il suo titolo.

E allora, con il senso dell’onore, l’orgoglio per le azioni degli avi e la forza di volontà per cui sono noti i Solamnici… decide di tornare indietro nel tempo utilizzando un apparecchio magico del quale non si fida e di cui non sa nulla per salvare suo padre dalla morte, dandogli una pozione della viltà per farlo fuggire dal combattimento.

Ma certo.

Chi non penserebbe a un piano del genere?

Non solo il piano è folle, ma è anche contrario a tutto quello che la ragazza ha mostrato di essere nei primi capitoli del libro.

Per quanto io sia tentato di dare la colpa di questo alle ampie riscritture – quasi 70 pagine – imposte a Weiss e Hickman dalla Wizards per evitare tematiche inappropriate per le sensibilità americane moderne (una pozione d’amore è stata rimossa, probabilmente trasformata nell’anello dell’amicizia che tanti guai porta a Tas) credo che gli autori siano comunque da biasimare per la scelta di imporre alla protagonista un’idea improbabile e di forzare la sua realizzazione fino all’inverosimile. Non tutto può essere spiegato con un intervento di padre Caos.

Ad ogni modo una volta che Destina ha deciso di compiere il suo folle progetto il romanzo scorre leggero di scena in scena, ovviamente ritirando in ballo tutti i personaggi più amati dai fan di Dragonlance classica. Ovvero in ordine di apparizione… Tas, Dalamar, Astinus, Caramon, Tika, Raistiln e Sturm. Beh certo, non pensavate mica che un piccolo dettaglio come il fatto che Raist e Sturm sono morti potesse frenare la loro partecipazione alla storia.

Anzi, la voglia di reboot traspare chiaramente dalle pagine. Secondo i fan di Dragonlance, la saga ha cessato di essere se stessa con la pubblicazione di Seconda Generazione, per poi morire letteralmente tra le fiamme con I Draghi dell’Estate di Fuoco. I libri successivi sono considerati spazzatura.

I Draghi dell’Inganno, ambientato tre anni dopo la Guerra delle Lance, permette di evitare la Guerra del Caos, la nascita di Marie Sue Palin, il furto di Krynn da parte di Takhisis e tutte le altre idiozie. Mantenendo canoniche solo le prime due trilogie e i romanzi sulle origini degli Eroi delle Lance: il setting ideale per rilanciare il mondo verso un nuovo futuro, sia nei libri che in D&D.

Questa voglia di sistemare il passato non è neanche difficile da capire, anzi!

Peccato che per farlo si sia scelto di rendere più stupido di un pomolo di porta il personaggio principale. Se non vi piace guardare il protagonista mentre compie ripetutamente errori idioti, leggete altro.

Ma se siete fan sfegatati di Dragonlance come me, leggerete comunque il libro, sperando sempre che la trilogia possa migliorare nel secondo volume, quando Destina si troverà ad agire al fianco di veri Eroi durante un periodo epico della storia di Ansalon (occhiolino-colpo di tosse-Huma-occhiolino).

2022-11-03T16:50:12+02:00 3 Novembre 2022|Categorie: Fantasy e GDR|Tags: , , |

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