//Capitolo 8 – Il Puparo

Capitolo 8 – Il Puparo

15 di Thalda (Battitura)

Terminata la prima tranche di avventure, i personaggi sono ora degli eroi locali, pronti sia ad affrontare minacce più subdole che a farsi una loro base d’operazioni.

Master of Puppets (sì, potete mettere la canzone a tutto volume) di Carl Sergent venne pubblicata su Dungeon Magazine 14, Novembre/Dicembre 1988.

E’ una veloce avventura scritta per AD&D prima edizione, ed è evidente che ha molta meno trama rispetto alle storie per AD&D seconda edizione. Ma a quello provvediamo noi.

Dato che ora godono di una certa fama, i personaggi vengono avvicinati da Dalziel, un giovane incappucciato e molto pallido, che li invita a cena col suo maestro nella Locanda di Autre vicino alla porta della Cinta Antica.

Se accettano, incontrano Aarhius, un uomo ormai anziano e pallido anche più di Dalziel.

Aarhius confida ai personaggi di essere un Esiliato Chakbash, uno Spettro. Da decenni insegue un altro Chakbash, Qhyjanoth, che ha sottratto un grimorio alla sua gente ed è fuggito per diventare un Arcanista: il compito di Aarhius era uccidere il ladro e recuperare il libro. Ora ha individuato dove si nasconde il suo nemico, ma ormai è troppo anziano per affrontarlo, quindi vuole affidare questo compito ai personaggi.

Curiosità: Dalziel invece non è un Chakbash, è un Bruno di Taskonil, ma sta apprendendo le vie degli Spettri da Aarhius e ritiene che essere pallido sia parte del ruolo.

Aarhius è colpevole di aver permesso a Qhyjanoth di rubare il libro, e sa che non potrà mai lavare la sua colpa. Se i PG recupereranno il grimorio, lo distruggerà, in quanto è un oggetto malvagio con conoscenze antecendenti la Catastrofe che è bene restino nascoste. Aarhius nei suoi viaggi per le Sette Signorie ha ottenuto una discreta ricchezza, ed è disposto a donarla tutta ai personaggi per ricompensarli per la missione.

Il nascondiglio di Qhyjanoth è nei pressi di un antico santuario dedicato al culto sciamanico di Marosh (lo stormire delle fronde) abbandonato da anni, a sole due ore di cavallo a nord-ovest di Murnola. Qhyjanoth non usa ogre come servitori e non convoca minotauri, quindi i personaggi devono affrontare ‘solo’ marionette, serpenti velenosi, scheletri…. e l’esiliato Chackbash, un pericoloso Arcanista.

Qhyjanoth cercherà in tutti i modi di non provocare Tempeste di Magia nella sua base, soprattutto perchè possono rovinare il funzionamento delle sue marionette: per farlo lancerà gli incantesimi aumentandone il tempo di lancio e privilegerà quelli di basso livello.

Il complesso sotterraneo può diventare una grande base per i personaggi, visto che è nascosto, non troppo lontano dalla città e già dotato di una biblioteca ben fornita. Se un personaggio volesse multiclassare come Monaco, approfittare dell’addestramento di Aarhius è probabilmente l’unica opportunità che avrà.

Il liber constructorum è un grimorio magico, antecedente la Catastrofe, il cui uso per creare le marionette non causa Tempeste di Magia. Sulle sue pagine, in epoca successiva, è stato aggiunto il contenuto della Catena di Shadesh. È l’unico oggetto magico dell’avventura, tutti gli altri (inclusa la bacchetta della nebbia) vanno eliminati.

Tutti i grimori di Qhyjanoth sono conservati nella libreria, insieme ai tomi di conoscenza arcana che possono servire a un PG Arcanista per ottenere il suo bonus di conoscenza oscura.

Ultimo dettaglio, questa è l’occasione giusta per introdurre il “grande nemico” di questa campagna, come destinatario del Librum: il DM è libero di ipotizzare un suo arcinemico, ma io suggerisco Doresain, il Re dei Ghoul (Dungeon Magazine #70), legato a doppio filo a Shadesh e alla Notte Eterna dell’Alfeimur.

Qhyjanoth

 

 

 

 

 

2024-06-12T12:03:18+02:00 12 Giugno 2024|Categorie: Fantasy e GDR|Tags: , , |

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